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Il turismo regge l’urto della crisi, ma è necessario fare di più. L’intervento di Damiano Gelsomino alla Tavola Rotonda sul turismo culturale

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01/07
2014

convegno turismo culturaleSi è svolta, nella splendida cornice dell'Auditorium Santa Chiara di Foggia, la Tavola rotonda su "Turismo culturale e paesaggi. Nuove idee e strategie per lo sviluppo della Capitanata, del Sud e dell'Italia" con la partecipazione, tra gli altri del Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Francesca Barracciu e dell'Assessore regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo, Silvia Godelli 

Un importante momento di confronto che è servito a definire strategie comuni tra imprese e enti. Qui di seguito riportiamo l'intervento alla Tavola rotonda del presidente di Confcommercio Foggia, Damiano Gelsomino intervenuto come relatore.

 

In primo luogo vorrei sinceramente ringraziare il prof. Volpe per l’invito e per l’organizzazione dell’incontro di oggi. Ringrazio la sottosegretario Barracciu per la presenza qui a Foggia; saluto l’assessore Godelli sempre pronta a discutere con noi di turismo e il presidente di Camera di Commercio, l’amico Fabio Porreca. Saluto ovviamente tutte le autorità e i colleghi imprenditori presenti.

Il mio sarà un intervento breve. Come rappresentante delle mondo delle imprese vorrei portare come contributo alla discussione di oggi un po’ di dati economici sulla situazione del turismo in provincia di Foggia. Un intervento che, però, parte da una premessa. Quando parliamo di turismo, parliamo della più grande risorsa economica per lo sviluppo della nostra provincia.Una risorsa che finora non abbiamo saputo sfruttare a dovere. Uso il plurale perché – e lo dico da presidente di associazione di categoria e da imprenditore del settore – tutti abbiamo colpe. Settore pubblico e privati. E nessuno può tirarsi fuori.

Come dicevo parto dai numeri. Una analisi  - sia pure parziale - che prende spunto dall’ultimo report sul turismo in Puglia nel 2013. Guardando i dati, la prima impressione che si ha è che in Puglia il turismo regge meglio che in altre regioni d’Italia;  ma comunque non migliora rispetto allo scorso anno.  Nel 2013 abbiamo registrato rispetto al 2012 un leggero calo degli arrivi che si è attestato intorno all’1%. Le presenze invece hanno  fatto registrare un leggero aumento  pari a circa lo  0,5%. Per la nostra provincia i dati sono purtroppo peggiori. Non ho il dato 2013 disaggregato ma si consideri che nel  2012 la provincia di Foggia aveva già fatto registrare un meno 5% negli arrivi e un meno 3,6% nelle presenze rispetto al 2011. Il 2013 per quello che so non è  andato molto meglio. Nonostante questi cali però nel 2013 nella classifica dei comuni pugliesi con il maggior numero di presenze turistiche al primo posto c’è Vieste con quasi 2 milioni di presenze e al terzo posto Peschici con oltre 750 mila, mentre al 10 posto si classifica San Giovani Rotondo con oltre 410 mila turisti. Alcune considerazioni su questi numeri mi sembrano doverose. In primo luogo appare evidente che per ragioni storiche e per meriti della categoria, il turismo in Puglia è ancora molto vivo grazie al Gargano ed alla Provincia di Foggia. Il Gargano però lavora soprattutto con il mercato interno e dunque con margini sempre molto ridotti.

I dati raccontano però anche un’altra cosa: il numero totale di presenze ed arrivi in Puglia nel 2013 si regge grazie all’aumento di turisti stranieri (rispettivamente + 5% di arrivi e +7 % di presenze), ma questi stranieri da noi non arrivano o arrivano in misura ridotta. A confermare questo elemento vorrei segnalare un ultimo dato: nel 2013 (dati Banca d’Italia) gli stranieri hanno speso in Provincia di Foggia circa 88 milioni di euro. A Lecce la spesa è stato quasi doppia, mentre a Brindisi ha raggiunto quasi i 110 milioni di euro. Per non parlare del capoluogo che ovviamente ha livelli di spesa molto maggiori. I turisti stranieri arrivano in Puglia, ma non spendono qui da noi. Ferme restando tutte le colpe del territorio, appare evidente che la nostra provincia paga un prezzo alto al deficit infrastrutturale funzionale al turismo (aeroporto). Non è questa la sede per aprire la discussione ma mi sembra che la situazione sia evidente.

Detto questo però abbiamo il dovere di impegnarci per trovare soluzioni idonee a favorire una diversificazione dell’offerta turistica del nostro territorio. E veniamo così all’argomento dell’incontro di oggi. La proposta turistica della provincia di Foggia è concentrata su prodotti che ovviamente risentono di una costruzione dell’offerta ormai datata: il mare e il turismo cosiddetto religioso. Per competere oggi abbiamo bisogno di nuovi prodotti e di una nuova organizzazione in grado di assicurare diversificazione. In quest’ottica l’offerta di prodotti culturali per la provincia di Foggia diviene una necessità. Sinceramente non credo che come territorio possiamo puntare a caratterizzare il nostro turismo come un turismo specificatamente culturale. Ci sono altre destinazioni meridionali che hanno carte migliori da giocare su queste terreno. Abbiamo però l’obbligo di creare quella dimensione “diffusa” del patrimonio culturale e paesaggistico locale che serve a caratterizzare in maniera “unica” la nostra provincia. Un  valore aggiunto della proposta turistica (che vale per noi come per molte altre zone del sud dell’Italia) che renda il nostro territorio più interessante rispetto ad altre destinazioni del Mediterraneo. Fare turismo culturale può significare anche andare a visitare semplicemente la chiesetta rurale o il piccolo museo del territorio. Si tratta però di dare a queste specifica realtà dignità e fruibilità (orari di apertura certi, servizi, informazioni). Cose che oggi molto spesso dalle nostre parti non ci sono. Si tratta di far diventare l’insieme delle nostre proposte una esperienza turistica unica. Unendo con il filo rosso della cultura, delle tradizioni, dell’unicità: paesaggi, beni architettonici, eventi culturali, enogastronomia. Fest’Ambiente Sud, il Carpino Folk Festival, invece che il Carnevale di Manfredonia o le Fracchie a San Marco in Lamis (solo per fare alcuni esempi sul Gargano) sono elementi che devono integrarsi con il mare, lo sport, la natura il patrimonio di chiese e castelli che come territorio possiamo offrire a chi trascorre una vacanza da noi. Proposte di intrattenimento, ma fortemente caratterizzate, per raccontare in modo adeguato e coinvolgente chi siamo, qual è la nostra storia, la cultura del nostro territorio. Che ci sia bisogno di questo cambio di metodo è una consapevolezza sempre più diffusa tra gli operatori. Non a caso come Confcommercio stiamo lavorando su di una piattaforma di promocommercializzazione del territorio che si muove in questa direzione. Così come è ormai evidente a tutti che c’è bisogno di un  grande lavoro di squadra e di una ottimizzazione di risorse. Solo politiche organiche centralizzate, ma condivise sui singoli territori, possono permettere di raggiungere questo obiettivo. Su questo il mondo delle imprese credo stia dando segnali positivi con la Camera di Commercio impegnata a svolgere il ruolo di coordinamento con la Regione e con gli altri soggetti (penso ai Gal o al Parco del Gargano) impegnati in politiche di marketing territoriale. Per fare questo però c’è bisogno che la valorizzazione passi attraverso sinergie sempre più integrate tra pubblico-privato. (Su questo bisogna riconoscere il grande lavoro che in  questi mesi sta svolgendo la Fondazione Apulia Felix con il prof. Volpe). Conservazione, valorizzazione e fruizione del nostro patrimonio devono convergere verso un unico  obiettivo: favorire lo sviluppo economico attraverso il turismo. Su questo i privati possono e devono fare qualcosa accanto agli Enti Locali sotto una direzione unica che per il settore turismo oggi non può che essere a livello nazionale.

In conclusione cito alcuni esempi di patrimonio locale su cui  pensare interventi e azioni comuni: Gli eremi di Pulsano, l’abbazia di Kalena, la chiesa di San Domenico, gli scavi di Herdonia e altri potrei farne., Confesso che non conosco nei dettagli le situazioni delle singole realtà. So per certo che sono piccoli capolavori che potremmo sfruttare meglio in chiave turistica. 

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