CONCORDATO PREVENTIVO, IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VERSO IL SI’

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03/11
2023

Un patto con i lavoratori autonomi sui redditi, che dura due anni e dal quale l'Erario ipotizza anche di poter incassare 760,5 milioni: è il nuovo concordato preventivo biennale contenuto nella bozza del decreto legislativo di attuazione della delega fiscale che arriva il 3 novembre in Consiglio dei ministri. Il testo, che riscriverà molte regole fiscali, andrà poi alle Camere per il parere prima del passaggio definitivo e l'entrata in vigore, già dal prossimo anno.

Il concordato preventivo consentirà ai contribuenti di accordarsi in anticipo con il fisco, per due anni, sui propri redditi. L'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione la proposta di adesione entro aprile 2024 (a regime la scadenza sarà il 15 marzo) e i contribuenti potranno aderire entro luglio 2024 e, negli anni successivi, entro giugno. L'accordo è riservato ai contribuenti con la partita Iva 'esercenti attività d'impresa, arti o professioni, sia quelli che versano le imposte a forfait, sia quelli che applicano gli indici sintetici di affidabilità.

La nuova versione della delega punta sempre di più al dialogo preventivo con i contribuenti, soprattutto in fase di accertamento imponendo una sorta di dialettica obbligatoria tra amministrazione e contribuente.

Le notifiche fiscali, comprese le contestazioni e quindi le cartelle, potranno infine essere spedite al contribuente anche al domicilio digitale. La decorrenza dei termini, per i pagamenti, la decadenza o la prescrizione, scatterà praticamente da subito, non appena il gestore della Pec comunicherà al fisco l'arrivo della notifica nella casella postale.

"Certamente è un primo passo per rendere più collaborativo e sereno il rapporto tra fisco e contribuenti - ha dichiarato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, al Quotdiano Nazionale - Del resto, semplificazione degli adempimenti e promozione di compliance sono gli assi portanti individuati dalla legge delega per la riforma fiscale proprio per favorire l'adempimento spontaneo da parte dei contribuenti. L'introduzione del concordato preventivo biennale per le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi rientra in questa logica. Può contribuire anche alla riduzione del tax gap, dell'evasione, che in Italia viene calcolato tra i 75 ed i 100 miliardi di euro»"

 

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